Dialetto Sampietrano
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Memoria e cucina di famiglia

Le ricette di San Pietro Vernotico

Una raccolta di sapori tramandati nelle case sampietrane: verdure di stagione, legumi, piatti di mare, pane, pasta fatta in casa e dolci delle feste. Le ricette ricevute in italiano sono state riformulate; quelle inviate in dialetto sono riportate nella trascrizione originale.
Verdure e contorni

Pummitori scattarisciati

Pomodori gialli a pendolo invernali

Ingredienti

  • Pomodori gialli a pendolo
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale
  • Pane da abbrustolire

Preparazione

  1. Lavate accuratamente i pomodori. Cuoceteli su una piastra molto calda oppure, se avete un caminetto, su una graticola sopra la brace.
  2. Quando sono ben arrostiti, lasciateli intiepidire, eliminate la buccia e schiacciate la polpa separandola dalle bucce.
  3. Condite la polpa con olio e sale. Servitela con pane abbrustolito.
Grappolo di pomodori gialli pugliesi
Pomodori gialli pugliesi; foto illustrativa dell’ingrediente.
Foto di Saggittarius A / Wikimedia Commons, CC BY 4.0.
Piatti di mare

Cozze racanate

Cozze al forno con una crosta saporita

Ingredienti

  • Cozze nere
  • Pane grattugiato
  • Formaggio grattugiato
  • Pepe nero o bianco, a piacere
  • Prezzemolo tritato
  • Olio extravergine d’oliva

Preparazione

  1. Pulite le cozze e lasciatele aperte a metà, conservando una valva per ciascuna. Sistematele in una teglia con la parte del mollusco rivolta verso l’alto.
  2. Mescolate il pangrattato con il formaggio, il pepe, il prezzemolo e un filo d’olio, fino a ottenere una farcia ben amalgamata.
  3. Distribuite il composto sulle cozze, completate con un altro filo d’olio e cuocete in forno finché la superficie sarà dorata e gratinata.
Cozze gratinate al forno
Cozze gratinate; immagine illustrativa, non specifica della ricetta sampietrana.
Foto di Takeaway / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.
Verdure e contorni

Cime de rapa unfucate

Cime di rapa stufate con cipolla e vino bianco

Ingredienti

  • Cime di rapa
  • Due bicchieri d’acqua
  • Olio extravergine d’oliva
  • Cipolla
  • Una foglia d’alloro
  • Sale
  • Vino bianco

Preparazione

  1. Mondate le cime di rapa, togliendo le foglie più dure e la parte finale del torsolo. Lavatele con cura.
  2. Mettetele in una pentola con due bicchieri d’acqua e copritele con un coperchio più piccolo della pentola, che le tenga pressate. Quando si saranno afflosciate, scolate tutta l’acqua.
  3. Condite con olio, cipolla, alloro, sale e vino bianco. Cuocete a fiamma moderata tenendo le verdure schiacciate dal coperchio. Giratele ogni tanto e proseguite finché saranno ben cotte.
Cime di rapa fresche
Cime di rapa fresche, pronte per essere cucinate.
Foto di Angelo Signore / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.
Legumi

Favenette

Purea rustica di fave bianche secche

Ingredienti

  • Fave bianche secche sgusciate
  • Acqua tiepida per l’ammollo
  • Cipolla
  • Sale
  • Olio extravergine d’oliva

Preparazione

  1. Lasciate le fave in ammollo per circa due ore in acqua tiepida, poi scolatele e trasferitele in una casseruola.
  2. Copritele con acqua pulita e portate a ebollizione. Eliminate la schiuma che si forma in superficie, quindi aggiungete un po’ di cipolla e sale.
  3. Cuocete finché le fave saranno morbide e si saranno ridotte in purea. Passatele al passaverdure e completate con un filo d’olio.
Fave cotte
Fave cotte; immagine illustrativa di legumi, non della preparazione locale specifica.
Foto di Mehrraz / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Pane e impasti

Puccia dell’Immacolata

Pane delle feste, con variante alle olive

Ingredienti

  • 500 g di farina 00
  • 500 g di farina di semola
  • 100 g di olio d’oliva
  • 25 g di sale
  • 15 g di lievito di birra
  • 550 g di acqua
  • Mezzo cucchiaino di miele
  • Per la variante: olive, pari al 20% dell’impasto

Preparazione

  1. Primo impasto. Sciogliete il lievito in poca acqua a temperatura ambiente. In una ciotola capiente unite le farine e il miele; aggiungete il lievito e versate gradualmente l’acqua, impastando. Incorporate l’olio e per ultimo il sale. Lavorate fino a ottenere un panetto liscio e omogeneo.
  2. Coprite la ciotola con pellicola e lasciate lievitare l’impasto per circa 12 ore.
  3. Seconda lievitazione. Dividete l’impasto e formate delle palline. Sistematele sulla placca, copritele e lasciatele lievitare per circa due ore o fino al raddoppio.
  4. Spolverate le palline con abbondante farina 00. Infornatele a 240 °C per 20 minuti, mettendo nel forno una ciotola d’acqua. Togliete la ciotola e proseguite per altri 20–30 minuti con lo sportello leggermente socchiuso.
  5. Variante alle olive. Seguite lo stesso procedimento e aggiungete le olive all’impasto durante la prima lavorazione.
Puccia salentina
Puccia salentina fotografata a Castro.
Foto di Bultro / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Dolci delle feste

Purceddhruzzi

Piccoli bocconcini fritti, ricoperti di miele

Ingredienti

  • 500 g di farina 00
  • 8 g di lievito di birra
  • 100 g di olio extravergine d’oliva
  • Scorza di limone e d’arancia
  • 100 g di succo d’arancia
  • 50 g di liquore all’anice o altro liquore a piacere
  • 500 g di miele
  • 50 g d’acqua calda
  • Cannella in polvere, codette colorate e argentate
  • Olio di semi di arachide per friggere

Preparazione

  1. Impasto. Scaldate dolcemente l’olio con le scorze di limone e d’arancia per profumarlo. Disponete la farina a fontana, unite l’olio aromatizzato e iniziate a impastare. Aggiungete il lievito sciolto in poco succo d’arancia, il succo restante e il liquore all’anice. Lavorate fino a ottenere un panetto liscio, morbido ed elastico.
  2. Coprite l’impasto e lasciatelo riposare per circa due ore. Dividetelo in porzioni, formate dei rotolini e tagliateli in piccoli pezzi di circa un centimetro. Fateli rotolare sul dorso di una grattugia per rigarli.
  3. Frittura. Friggete i pezzetti in abbondante olio caldo e scolateli su carta assorbente.
  4. Copertura. Scaldate in una casseruola il miele con l’acqua. Quando inizia a bollire, aggiungete poco per volta i purceddhruzzi e mescolate delicatamente per avvolgerli nel miele.
  5. Trasferiteli su uno o più piatti da portata e completate con cannella e codette colorate e argentate.
Piatto di purceddhruzzi salentini
Purceddhruzzi, dolce natalizio tipico del Salento.
Foto di Matteo Amorino (Plastickid) / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Pane e impasti

Lacanatorta

Pasta fatta in casa, tradizionalmente con i ceci

Ingredienti

  • Farina di semola di grano duro
  • Acqua quanto basta
  • Sale quanto basta
  • Ceci per il condimento tradizionale

Preparazione

  1. Impastate la semola con acqua e sale fino a formare un panetto compatto.
  2. Stendete la pasta in una sfoglia abbastanza sottile e tagliatela a strisce. Arrotolate ciascuna striscia su se stessa fino a ottenere un fusillo lungo.
  3. Lasciate asciugare la pasta, poi cuocetela in acqua bollente. Conditela a piacere; secondo la tradizione si accompagna con i ceci, nella preparazione chiamata “ciciri e tria”.
Piatto di ciceri e tria
Un piatto di ciceri e tria, abbinamento tradizionale della pasta.
Foto di Florixc / Wikimedia Commons, CC0 1.0.
Conserve

Ulie salate

La ricetta tramandata in dialetto sampietrano

Trascrizione in dialetto

Arvili nd' hannu rimasti picca, ma ci le tinimu è buenu cu le facimu ca ne servenu pe le pucce. Ccugghimu le ulie, le lavamu e le tinimu intra all'acqua pe na ticina te giurni. Amu cangiare l'acqua matina e sira. Poi le sculamu e le mintimu intra a na Coppa cullu sale ruessu, comu alli chiappari. Le tinimu cussi' per 4/5 giurni poi le sciacquamu. Intanto facimu bollire acqua e sale (80gr pe litru) e quandu diffide muntimu le ulie intra alli vasetti o alle capase e mmucciamule cull'acqua. Se po' m'intere nu picca te raulu o te murteddhra o na scorza te manderinu pe la ddore. Cu se ponnu mangiare nciole almeno nu mese, sino' su mare
Olive celline salentine condite
Olive celline salentine; immagine illustrativa della conserva.
Foto di Valerialucatello / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Legumi

Fave ’ngrappate

Le fave secche raccontate in dialetto sampietrano

Trascrizione in dialetto

Fave 'ngrappate: suntu le fave siccate cu tutta la scorza, ma senza la parte te subbra, sino' nu se cocenu. Se mintenu a bagnu la sira prima, poi intra alla pignata cu muta acqua, ca cu se cocenu nciole te chiui. Se schiuma e se minte lu sale e la cipolla. Quandu s'hannu 'rrimuddhrate su pronte. Se conzanu cu ddo belli cucchiari te oliu buenu, e ci le 'ccumpagnamu cullu pane te ieri frittu o 'rrustutu suntu ancora megghiu.
Fave cotte
Fave cotte; immagine illustrativa, non della preparazione sampietrana specifica.
Foto di Mehrraz / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Piatti della tradizione

Cicureddhre cullu jammottu

Una ricetta antica, conservata nella voce di chi la tramanda

Trascrizione in dialetto

'Nciole: 'nu jammottu (zampa del maiale) pulizzatu buenu buenu, cicureddhre frische 'mmundate e lavate culle "sette acque", oliu te ulia te quiddhru nuesciu, cipuddhra, mieru biancu forte, 'nu pipu maru o nu picca te pipe te putea, acqua, sale, casu rattatu... quiddhru ca ne piace te chiui ( piccante è chiu' sapuritu).

Comu se face: intra all'oliu fumante mintimu lu jammottu culla cipolla, lu facimu rosolare te tutte parti, facimu sfumare cullu vinu biancu, poi mintimu le cicureddhre, sale e pipe e le giramu cu nu se bruscianu. Sciungimu acqua, 'mmucciamu cullu coperchiu e facimu cocere finché cicureddhre e jammottu nu s'hannu 'nteneriti. Prima culli stutamu mintimu na bella spurvirata te formaggiu. Ci le tinimu putimu mintere puru 'ddoi ulie salate e nu pummitoru quandu mintimu l'acqua. Facitile, me raccomando, sino' sta ricetta antica vai persa...
Cime di rapa fresche
Cime di rapa, ingrediente della ricetta; immagine illustrativa.
Foto di Angelo Signore / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.

Le immagini sono illustrative e provengono da Wikimedia Commons; autore e licenza sono indicati sotto ciascuna fotografia.

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