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Lu Frasulinu

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Lu Frasulinu
Ritratto di Lu Frasulinu
Lu Frasulinu
Foto generata dall'Intelligenza Artificiale
Nome anagrafico
Giuseppe
Soprannome ('Ngiuria)
Lu Frasulinu (o Lu Frasulinu 'mbriacu)
Luogo di vita
San Pietro Vernotico (BR)
Periodo storico
Anni '30 - '50 del Novecento
Mestiere d'origine
Fabbro artigiano del ferro
Luogo iconico
Piazza del Popolo (ai piedi della Torre)
Omaggio musicale
"Lu Frasulinu" di Domenico Modugno (1954 / 1971)
Lingua d'espressione
Dialetto sampietrano (salentino)
Stato nel database
Vocabolo #348 • 'Ngiuria #230 • Poesia #20
Lu Frasulinu (all'anagrafe Giuseppe) è stato uno dei personaggi storici e folkloristici più noti e struggenti di San Pietro Vernotico. Figura popolare vissuta a metà del Novecento, passò alla storia della cultura nazionale quando il celebre cantautore Domenico Modugno, cresciuto proprio a San Pietro Vernotico, gli dedicò una delle sue più intense e toccanti canzoni in dialetto salentino, intitolata proprio "Lu Frasulinu".

1. La vita e le origini: da fabbro a emarginato

In gioventù, Giuseppe era un uomo laborioso e stimato: esercitava con perizia il mestiere di fabbro artigiano del ferro battuto nelle fucine di San Pietro Vernotico, in un'epoca in cui ferrare i cavalli, riparare gli aratri e forgiare gli attrezzi agricoli costituiva l'ossatura economica del paese.

La sua esistenza fu però sconvolta da un evento intimo devastante: l'abbandono da parte dell'amata moglie. Incapace di reggere il peso della solitudine e della vergogna sociale che in quel tempo accompagnava simili vicende nelle piccole comunità meridionali, Giuseppe scivolò lentamente in una profonda depressione e nell'alcolismo cronico.

Persa la bottega e ogni sicurezza materiale, scelse (o fu costretto dalla vita) la strada, diventando per tutti i sampietrani "Lu Frasulinu", una figura pittoresca e marginale che si aggirava costantemente per le vie del centro e nella piazza principale.

2. Le esibizioni in piazza: "Dumame, stutame!"

Piazza del Popolo, dominata dalla trecentesca Torre Quadrata, era il palcoscenico quotidiano di Frasulinu. Sempre barcollante per il vino ma animato da una bizzarra genialità comica, si guadagnava da vivere intrattenendo gli avventori delle cantine e i passanti con numeri di strada al limite dell'incredibile, per raccogliere pochi spiccioli con cui comprare un altro quartino di vino (lu quartinu ti mieru).

Il Numero della "Lampadina Umana"

Il suo numero più celebre e drammatico consisteva nel mettersi una lampadina elettrica (o un pezzo di vetro lucido) tra le labbra. Presentandosi davanti ai compaesani urlava a gran voce in dialetto:

«Dumame, stutame! Iou suntu na lampatina!»
("Accendimi, spegnimi! Io sono una lampadina!")

A quel richiamo, gli astanti gli sferravano sonori schiaffi sul viso (li sgarzuni) al grido di «Dumate!» per "accenderlo" e poi un altro schiaffo per "spegnerlo" («Stutate!»). Frasulinu sopportava i colpi con rassegnazione teatrale, al solo scopo di raccogliere le monetine cadute a terra, arrivando col tempo a perdere i denti a causa delle percosse subite.

Non solo la lampadina: la leggenda paesana racconta che Frasulinu, per scommessa o disperazione, fosse capace di ingoiare piccoli pezzi di vetro, chiodi o ricci di mare senza pulirli dalle spine, sfidando il dolore corporeo pur di attirare l'attenzione e non morire di stenti.

3. La tragica scomparsa

La vita di Frasulinu si concluse con un epilogo tanto drammatico quanto simbolico. Durante una gelida notte invernale di tramontana, dopo aver bevuto l'ultimo bicchiere di vino in una taverna del paese, non trovò riparo dove dormire.

All'alba del giorno seguente, il suo corpo senza vita fu rinvenuto alle porte del paese, riverso in una pozzanghera gelata, morto per assideramento. Come narrato anche dai testimoni dell'epoca, sul volto provato dalle intemperie conservava ancora un enigmatico e dolce sorriso, come se la morte fosse giunta a liberarlo dalla solitudine e dalla crudeltà del mondo.

4. Il capolavoro di Domenico Modugno

Il cantautore Domenico Modugno (1928-1994) si trasferì con la famiglia a San Pietro Vernotico nel 1935, all'età di 7 anni, quando il padre Vito fu nominato comandante del locale corpo delle guardie municipali. A San Pietro Vernotico Modugno visse tutta la fanciullezza e la prima giovinezza, frequentando la scuola, imparando il dialetto sampietrano e iniziando a suonare la chitarra e la fisarmonica.

Modugno conobbe da vicino Lu Frasulinu nei suoi anni giovanili e ne rimase profondamente segnato. Quando all'inizio degli anni '50 cominciò la sua carriera artistica a Roma, trasse ispirazione dalle storie e dai personaggi visti con i propri occhi a San Pietro Vernotico.

«Uè cumpà, viniti tutti 'n mienzu la chiazza
ca è 'rriatu lu Frasulinu
ca vi fa ridiri a tutti quanti...
Ddumame, stutame... ddumame, stutame!» — Domenico Modugno, Lu Frasulinu (RCA / Fonit Cetra)

Nel brano "Lu Frasulinu" (pubblicato per la prima volta su disco a 78 giri nel 1954 e successivamente reinterpretato nell'album capolavoro Con l'affetto della memoria del 1971), Modugno dà vita a una straordinaria pagina di teatro-canzone:

5. La testimonianza poetica paesana

Il ricordo di Frasulinu non è svanito con il tempo, ma è rimasto vivo nel cuore dei sampietrani, passando di bocca in bocca fino a essere immortalato anche nelle rime popolari contemporanee.

Nel database letterario di Dialetto Sampietrano è conservata una toccante poesia dialettale scritta da Stefania Leone (Poesia #20, archivio 2024), che riassume magistralmente l'essenza della sua figura:

Lu Frasulinu
Ue cumpa, viniti tutti mienzu la chiazza arriatu lu Frasulinu Ci ta muertu, ci ta stramuertu Ci ta chiantati lì pummitori all'uertu Dumame, stutame Iou suntu na lampatina Cu na lampatina a mucca Nanti li paisani soi se prisintava Dumame, stutame Fuerti sgarzuni pigghiava Tanti, ma tanti Ca ni facianu catire pure lì tienti Quasi niscunu sapu te du vinia, c'è facia, comu campava ma sempre mbriacu alle stessa ura alla chiazza se prisintava. Era lu scemu te Santu Pietru Ca è vissutu tanti anni rretu divintatu nazional populare grazie a na sunata ca Domenico Modugno ncia dedicata
Autore: Stefania Leone • Archivio Poesie di Dialetto Sampietrano

6. Significato e memoria nella cultura sampietrana

Nella catalogazione linguistica del nostro sito:

Ricordare oggi Lu Frasulinu significa rendere omaggio a quel mondo contadino e paesano di un tempo, fatto di sofferenza, povertà ma anche di immensa poesia e verità umana. Egli non fu soltanto "lu scemu te Santu Pietru", ma l'incarnazione vivente della fragilità umana che l'arte di Domenico Modugno ha reso eterna nel firmamento della musica italiana.

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